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TORTURA


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Descrizione

MARIA RITA PRETTE


TORTURA


UNA PRATICA INDICIBILE


Questo libro porta l’attenzione sulla tortura come pratica politica attraverso la quale anche gli Stati democratici, Italia compresa, esercitano il loro potere affermando il monopolio della violenza nella loro relazione con i cittadini. Una rapida ricognizione degli eventi di tortura accertati in Italia in diversi contesti (fra i quali quelli sui militanti di formazioni armate negli anni ottanta, sui detenuti per associazione mafiosa nel 1992, sui manifestanti contro il G8 a Genova all'inizio del nuovo millennio) fa emergere come il ricorso a questa pratica sia diventato possibile, accettabile, ordinario. Sono alcuni soggetti sociali, ritenuti torturabili senza suscitare indignazione – dopo essere stati de-umanizzati con alcune etichette (terrorista, mafioso, criminale, tossico, clandestino, camorrista...) – a divenire di volta in volta bersaglio di questa violenza specifica che soltanto agenti addestrati e autorizzati possono esercitare. L'istituzione di corpi speciali in patria come la partecipazione alle aggressioni belliche all'estero consentirà agli Stati di diritto di spettacolarizzare in questo modo il loro potere e garantirlo, esattamente come facevano i sovrani di un tempo e come fanno le dittature nostre contemporanee.



Maria Rita Prette è curatrice del Progetto Memoria e dei suoi cinque volumi. Per Sensibili alle foglie ha pubblicato anche, nel 2001, Mag4 e Mag6, il denaro come se la gente contasse qualcosa; nel 2003, Bambini in Palestina; nel 2012, 41 bis: il carcere di cui non si parla; con Renato Curcio e Nicola Valentino, La socioanalisi narrativa.


ISBN 978-88-98963-68-3

formato 11,50x20 cm

pagine 104



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